È proprio vero, siamo circondati da imbecilli e da violenti

Notizia datata domenica 23: tensione sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, all’altezza di Cerignola (km 156), dove tifosi del Lecce (diretti a Roma) e del Bari (diretti a Cava Dei Tirreni) per le partite in programma, si sono scontrati sulla carreggiata verso Napoli. Un pullman è stato dato alle fiamme. Non ci sono feriti gravi, anche perché sul posto sono tempestivamente intervenute le forze dell’ordine. Il tratto autostradale è rimasto chiuso per parte della mattinata tra Cerignola Ovest e Candela, in direzione Napoli, ma poi è stato riaperto.

Giorni fa ho commentato nefandezze tarantine (avvertimento al diesse della squadra, colpevole di essere barese) e ho dovuto fare ricerche per stilare la classifica-odio fra le città pugliesi. Pare che il primato tocchi al duo Bari-Taranto, sempre per la… nobile rivalità calcistica, fra l’altro assurda, considerando che le squadre non si sfidano da anni per retrocessioni e fallimenti. Solo follie isolate di esagitati da ricovero alla neuro? Macché: sono stato smentito dalla guerra baresi-leccesi, segno che la violenza gratuita è ancora presente nella zucca di molti imbecilli.

Certo, è un fenomeno vecchio quanto il calcio. Ma pensavo che la Puglia, carica di problemi seri (disoccupazione ed ex Ilva) avesse finalmente dato al pallone una dimensione più sensata: un gioco e basta, serie A o C1, non importa. Niente: gli imbecilli restano imbecilli, dando ragione ai sociologi e psicologi che hanno scritto saggi sulla materia.

Il Bari ha condannato con una dura nota l’episodio ed ha espresso vicinanza al club salentino e ai suoi sostenitori. Anche Il sindaco Antonio Decaro si è pronunciato: «In una giornata in cui a Bari si è vissuto un momento di preghiera e di pace in un clima di serenità e accoglienza, gli scontri fra i tifosi fanno ancora più male. Da sindaco, da barese, mi vergogno e chiedo scusa a nome della città di Bari. La storia della nostra città e della squadra di calcio non ha niente a che fare con queste persone».

Ho letto e condiviso: Bari ha avuto il coraggio di... prendersi la responsabilità maggiore della guerra degli imbecilli. Onore al merito. Io comunque andrei oltre: è tempo di domare le belve, di togliere loro la qualifica di “tifosi”. È difficile, ma cerchiamo di educare, di infondere le sante regole dell’agonismo, magari con la lettura dei bellissimi libri scritti sul calcio da Brera, Arpino, Soriano, Hornby, Critchley, Brizzi. Ma mi chiedo: gli imbecilli sanno leggere? Gli imbecilli sanno cosa sia un libro? Non sanno niente di niente, purtroppo. E non amano neppure la loro terra.

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