Comunità energetiche: forza Puglia ora tocca a te

E se per dare il nostro contributo alla lotta ai cambiamenti climatici tutti noi cominciassimo a produrre energia pulita, da condividere a chilometro zero, abbattendo così gli oneri di distribuzione e trasporto? L’obiettivo è meno utopistico e irrealizzabile di quanto possiate pensare. Bisogna innanzitutto creare una “comunità energetica” e la Puglia, dopo il Piemonte, ha già adottato una norma (Legge regionale 9 agosto 2019, n. 45) che permette di agire. Ovviamente non basta il testo legislativo. La Regione dovrà tirar fuori incentivi e promuovere azioni concrete, ma il dado è tratto. 

D’altronde in tutto il mondo stanno nascendo “comunità energetiche” per produrre e scambiare elettricità generata da fonti rinnovabili, a prezzo competitivo per cittadini e imprese. Gli esempi più numerosi sono in California, dove le numerose “comunità energetiche” servono dieci milioni di utenti, ma ce ne sono migliaia anche nei paesi del nord Europa. In Italia le buone pratiche ci portano in Sardegna. In provincia di Sassari è attiva l’Azienda elettrica comunale di Benetutti, che si occupa del trasporto e della vendita di energia a tutti i clienti allacciati alla sua rete pubblica. Il Comune assicura il servizio di trasporto e trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione in media e bassa tensione che arrivano in case, uffici e aziende. I clienti finali sono circa 1200, per un consumo medio annuale di circa 3.700.000 kWh. 

Il Comune di Benetutti – nomen omen – non ha ceduto la sua rete di distribuzione all’ENEL e dunque stabilisce in autonomia le proprie politiche energetiche, con tariffe e standard qualitativi non applicabili da altri soggetti del mercato elettrico. Così a Benetutti è stato avviato un processo di “comunità energetica” che mette al primo posto le esigenze dei cittadini rispetto a quelle delle aziende private di distribuzione. A Benetutti ci sono 102 impianti fotovoltaici, più altre installazioni fotovoltaiche e di solare termico sui tetti di edifici pubblici e case popolari. La produzione è quasi sette volte superiore rispetto al consumo. Queste le prossime sfide che si è data la cittadina sarda: la produzione di biogas dal recupero di biomasse non forestali che stabilizzerà la produzione e alimenterà due cogeneratori per riscaldare e raffrescare gli edifici pubblici, e la trasformazione in smart-grid, cioè una rete che distribuisce energia in maniera intelligente, in base ai bisogni del momento, consentendo più efficienza e risparmio.

E in Puglia? La nuova legge regionale stabilisce che ogni “comunità energetica” dovrà incentrare la sua attività sul valore dell’energia prodotta e dovrà costituirsi come ente senza scopo di lucro, con l’obiettivo primario di auto-consumare l’energia da fonte rinnovabile prodotta dai membri della comunità. Alle “comunità energetiche” potranno partecipare soggetti sia pubblici che privati. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e fare tesoro dell’esperienza di Benetutti.

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