Fuga dalla città: i tre fattori che generano l'emorragia

A inizio 2019 la città di Bari aveva 320.862 residenti, meno 2.508 rispetto all’anno precedente. La cosa interessante, scendendo nel dettaglio dei numeri, è che Bari perde popolazione perché i decessi sono nettamente superiori alle nascite, ma soprattutto perché chi abbandona la città è più numeroso di chi arriva. Complessivamente, chi ha scelto di lasciare la città sono quasi ottomila persone. Non poche e poco compensate da chi ha deciso di stabilirsi in città. Inoltre, tra le nuove residenze si nascondono residenze fittizie, frutto di argomenti fiscali. In buona sostanza, Bari è città che vive un’emorragia da meno di un decennio. Un’emorragia che la sta portando a invecchiare e perdere giovani in modo accelerato. Questo influirà sulla convivenza? Sì, e in realtà già influisce sulla percezione dell’insicurezza diffusa in città. Si acuiscono i divari generazionali. Ci sono ben 77.091 over 65 anni questo significa che un quarto della popolazione barese è praticamente in pensione. Mentre i minori, quelli che vanno da 0 a 18 anni, sono soltanto 50.760, il 16 % della popolazione totale. Fatti due conti, la città è messa maluccio. È in pieno e radicale declino demografico, non compensato adeguatamente da chi arriva. Allora, questo impone una riflessione complessa sul destino della città, perché le fratture 

Mancanza di opportunità di lavoro, bassa qualità della vita, mercato immobiliare troppo caro

generazionali interverranno nettamente sulla convivenza nei quartieri e sulla sostenibilità economica del capoluogo. Non va dimenticato che la città sta perdendo inesorabilmente il suo manifatturiero e che circa il 15 % dei laureati alla triennale va via. Questo depauperamento produttivo e generazionale è l’esito dell’assenza, nel tempo, di politiche per la produzione di lavoro. Politiche cittadine, certo, che non sono state messe in campo nei tempi giusti. Di conseguenza, pensare adesso di recuperare in emergenza è una follia. Va fatto qualcosa per rallentare il flusso emorragico e pianificare un futuro di benessere. Perché a ben guardare, se si va via da Bari è grazie alla concomitanza di almeno tre fattori: 1) mancanza di reali opportunità di lavoro adeguate alle competenze guadagnate; 2) bassa qualità della vita, determinata da un incancrenirsi di cattive abitudini e da nuove forme di oltraggio agli spazi pubblici (rifiuti, vandalismo urbano, inquinamento acustico); 3) un mercato immobiliare troppo caro per la bassa qualità della vita offerta (aggravato da un mediocre sistema pubblico di trasporti). Tre fattori almeno, ai quali se ne possono aggiungere altri, che determinano una condizione demografica governata da fattori di espulsione (push factors) mai compensati dai fattori di attrazioni (pull factors).



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