I nostri giovani consegnati agli spacciatori dall’indifferenza

Qual è l’effettivo valore della vita altrui, anche nella città di Bari? Quanto peso diamo all’esistenza, ora che nuovi fenomeni mortali si affacciano alla ribalta della storia e della storia locale? La tossicodipendenza è un fenomeno, problematico e drammatico, che sta tornando nella città. Una tossicodipendenza nuova, che prende una generazione, giovanissima, e la espone al corso doloroso dell’approssimazione alla morte.

Più di un allarme è suonato in questi anni, ma non è stato adeguatamente ascoltato dalle famiglie e da chi è preposto a stabilire una connessione positiva con questa generazione. Abbiamo ragazzini che finiscono in coma da droghe. Che rischiano di morire per overdose. Che si infettano. Che si chiudono in un perimetro di morte. Stupefatti dall’eccesso di denaro nelle loro tasche che finisce per arricchire le mafie. Corrotti da un sistema adulto che non li considera più umani, ma soltanto consumatori.

La dipendenza passa attraverso le chat ed i social. Lì si creano i gusti e si diffondono le preferenze e gli appuntamenti con la morte. Chat considerate innocue, nelle quali si danno convegno spacciatori e consumatori, nelle quali si stabiliscono i modi, i costi, i luoghi del consumo. Le famiglie cosa fanno? Perché non prendono una posizione netta? Tra poco vedremo di nuovo, nelle vie di Bari, cadere come mosche giovani avvelenati dalle sostanze.

Sarà penoso, nuovamente penoso, dover raccogliere questi zombi da un presente di non vita e portarli fuori dalla dipendenza. Quanta forza abbiamo per riuscirci? Quanto costerà, come fatica, come denaro, come spesa pubblica, come tempo, questo ritorno al recupero? E quanto sarà socialmente accettato, dal momento che il fenomeno cresce nell’indifferenza dei più?

Prendiamo atto dell’eccesso di consumo di sostanze nella città di Bari, prima che sia davvero troppo tardi. Prendiamone atto e rispondiamo come città. Intervenendo dove serve, in modo utile, anche drastico, ma soprattutto umano. Perché la tossicodipendenza disumanizza i singoli e disumanizza i rapporti familiari, quelli lavorativi, quelli sociali.

La tossicodipendenza reca un danno ineluttabile a un’intera comunità. Interveniamo su questa forma di consumo che fa male e alimenta il crimine, ma facciamolo presto, subito, prima che davvero sia troppo tardi. Almeno in questo, questa città robustamente indifferente, dia prova di umanità e di ragionevolezza: diventi adulta tendendo una mano di speranza verso i giovani, sfilandoli via dall’inferno del consumo di droghe con l’uso del cervello..

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