Il messaggio di Francesco e la violenza dei barBari

La città dei paradossi. Questo è Bari. Una città scelta dai vescovi e dal Papa per parlare di pace, di accoglienza e di dialogo. Di disarmi, ha parlato Bergoglio. Ma anche una città che partorisce, ancora, un fenomeno criminale sugli spalti dello stadio. Criminale e molto pericoloso per l’ordine pubblico e la tenuta stessa della sicurezza cittadina. Assurdo come in una stessa città possano convivere anime così diverse, così contrastanti. Quella pacifica, che ha ascoltato il Papa e si è entusiasmata alle sue parole, e quella guerrafondaia di quei balordi che usano la ‘fede’ calcistica come una crociata da combattere in nome e per conto del dio dei cretini. 

C’è da augurarsi che i responsabili di quanto accaduto dalle parti di Cerignola vengano prontamente sanzionati ed assicurati alla giustizia, perché la città è stata infangata da questo manipolo di devianti. Infangata nella saldezza morale che ne deve costituire l’ossatura forte. 

Poco importa che ad iniziare siano stati altri, importa che ci sono dei baresi che usano una strada pubblica per mettere in scena l’apocalisse. Un’apocalisse vile e violenta che nulla ha di eroico, tutto ha di vigliacco. Una strada bloccata, famiglie in coda ad aspettare che questi criminali sfogassero la loro rabbia ignorante, intollerante, xenofoba e razzista. 

Si tratta, insomma, di una porzione di città da amputare, da consegnare alla cronaca giudiziaria, affinché non rinascano fenomeni di incontrollata violenza da tifo calcistico. Non ne abbiamo bisogno, perché gli obiettivi di questa città devono essere Pace e Accoglienza, per tutti e per tutte. Siamo dentro un passaggio storico importante, per chi non lo avesse capito, che presuppone l’apertura come fattore di crescita dei territori. 

L’apertura alla gente per bene, la chiusura netta verso chi compie gesti come questo. Non ci sono più vie di mezzo. La repressione della violenza è necessaria, ma soprattutto è prevista dalla legge. Invocare, come spesso fanno, le eventuali responsabilità delle società calcistiche è gettare fumo negli occhi. 

Si tratta di ultras adulti, di irresponsabili pienamente coscienti di fare del male. Come tali devono essere trattati dalla Legge. Come tali devono essere trattati dalla città. Bari deve isolarli, denigrarli, scacciarli dalle curve e dalle tribune del San Nicola. 

Bari deve tenerli a distanza, perché non si riaffermi una barbarie che in Europa ha mietuto vittime. Una barbarie che costa troppo alla società. E non ce lo possiamo più permettere. Stiamo dalla parte delle parole di Papa Francesco, non da quella delle ciarle di qualche esaltato delinquente da stadio.


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