Il virus cavalca gli imbecilli che lo portano a spasso

Bisogna essere dei cretini patentati se non si capisce che frequentare luoghi in massa, come moltitudine di pecore, danneggia la salute pubblica. Questo stanno facendo in questi giorni numerosissimi giovani baresi, assecondati da famiglie inconsistenti, immorali, indecenti.
Via Buccari, strada di spaccio e movida alcolica, si è rapidamente trasformata in un lazzaretto del consumo, dove centinaia di giovani imbecilli si ammassano per scambiarsi umori e droghe. Umori che, se contagiosi, si propagano per la città, per la provincia, per le vie della Puglia.
Non ci vuole cultura, ma buon senso per capire che questo comportamento è criminale, e rischia di essere assassino. La chiusura delle scuole è stata salutata con l’organizzazione di feste e rave, con un aumento impressionante della ricerca di stare insieme per non fare niente. Non è percepita la gravità della situazione da genitori e figli, perché siamo di fronte a due generazioni largamente ignoranti, largamente egoiste, largamente pericolose.
Le stesse generazioni che producono dipendenza da gioco d’azzardo, che alimentano le mafie della tratta e della droga, che vivono nell’esercizio quotidiano del vizio a danno della salute e del diritto alla vita. Tutto questo rivela la nullità degli appelli a restare in casa. La nullità della ragione di fronte a un’orda di barbari. Per fortuna questi giovani non hanno vita facile, in un sistema economico che uscirà da questa crisi selettivo e cinico.
Non hanno speranza in un sistema occupazionale che dovrà far selezione al rialzo delle competenze e della moralità. Non hanno futuro neanche all’estero, dove non se li piglierà nessuno. Vivranno di espedienti, di quel che gli passerà il convento familiare finché resterà in piedi. Vanno arginati, però, adesso. Ed esclusi socialmente, perché pericolosi e dannosi.
È necessaria un’operazione chirurgica, che tagli via da una generazione chi la sta infettando con costumi e consumi che portano alla propria come all’altrui morte e malattia. Vanno tagliati fuori medianti meccanismi di prevenzione e di repressione efficaci e severi.
Nessuna pietà per chi rischia di infettare gli altri. Nessuna clemenza per chi si mette al servizio dell’economia mafiosa barese (in via Buccari è questo che accade) fregandosene. Come se ne fregano quegli esercenti, quei gestori di locali che godono della folla anche ora che la folla può essere portatrice di morte. Insensati, arroganti. Questo sono. In un’alleanza terrificante tra consumatori e venditori che deve essere spezzata subito, prima che sia troppo tardi. Prima che la città paghi con un morto da virus infettato da questi imbecilli.


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