In questa lotteria chi viene estratto perde

Il mio, come immagino il telefonino di tanti in questi giorni è “torturato” da messaggi con cartelli, video, frasi ad effetto, link.  C’è di tutto: del buono e del cattivo. E per cattivo intendo una serie di contenuti in cui ignoranti e guasconi lanciano la loro singolare sfida al virus. Dal tipo che crede di vivere il suo momento di celebrità indossando la mascherina di Zorro mentre ordina un caffè in un bar, alla signora disperata che non sopporta la convivenza con i pestiferi figlioletti e impone la... quarantena al coniuge. C’è di tutto, c’è anche di peggio.
È comprensibile che si voglia esorcizzare un nemico insidioso e invisibile, ma ora deve prevalere solo il buonsenso. Deve prevalere il senso di una comunità consapevole che vince questa battaglia solo se, compatta, condivide comportamenti.
I numeri sono dalla nostra parte. I contagi al Sud, in Puglia, nel Barese, sono molto contenuti e con essi i danni e le morti.
In assenza di un vaccino abbiamo in tasca la formula per evitare che crescano: i contagi si evitano evitando i contatti. Per questo lo Stato ci chiede di rimanere a casa, osservando rigorosamente e in mondo ancora più stringente le norme igieniche che dovrebbero essere un patrimonio consolidato e quotidiano.
Non è un gioco, tutt’altro. Non ci servono buffoni dell’ultim’ora e guasconi. Chi è avanti negli anni ricorderà l’epidemia di colera. Non furono pochi coloro che si fecero riprendere ingoiando cozze crude perché “tanto al vibrione ci penso io”. Idiozie, idioti.
È quello che dobbiamo assolutamente evitare oggi: lasciarci suggestionare da buffoncelli e sottovalutare un pericolo serio. Come è stato scritto, questa volta, il problema non è l’ignoranza (che pure gioca la sua parte), ma il buonsenso.
I numeri, la diffusione planetaria, la conta delle vittime dovrebbero indurre anche i più ottusi a comprendere che si sta scherzando con il fuoco.
Discorso a parte meritano i ragazzi. L’immaturità è un fatto fisio-psicologico: le tante dichiarazioni che abbiamo ascoltato in TV sulla loro incapacità di rinunciare all’intrattenimento e l’idea di essere invulnerabili parlano chiaro.
Purtroppo, in questa situazione proprio loro, per quanto inconsapevoli, rischiano di trasformarsi in armi di distruzione. Possono diventare con i loro comportamenti disinvolti vettori ed alleati del virus, mettendo a repentaglio la salute di chi più gli sta vicino.
Quindi? Quindi, è il caso che i genitori facciano i genitori, spiegando quando si può, imponendo quando non si può.
I tentennamenti e l’incapacità di tenere a freno i ragazzi rappresentano una minaccia pubblica che va ben oltre la sfera familiare. È un concetto da mandare bene a mente, perché questa è l’ora della responsabilità, non quella del lamento e della protesta generica da diffondere sulla propria bacheca social. Questa è una cosa seria e siamo chiamati tutti ad avere un comportamento degno di una società civile e consapevole. Gli egoismi non solo sono moralmente condannabili (il che per alcuni è del tutto trascurabile), ma sono un boomerang di micidiale potenza.
Non abbiamo alternative. Il nostro “vaccino” è costituito da responsabilità, igiene e calma. Tutto il resto è contro di noi. Le mascherine sono oggetto di speculazione (e speriamo che forze di polizia e magistratura stronchino tempestivamente in modo esemplare ogni azione del genere), l’assalto ai supermercati genera rotture di stock che potrebbero favorire la lievitazione dei prezzi: un bell’affare, davvero.
Naturalmente c’è chi tira in ballo l’economia. È fuor di dubbio che i danni non saranno lievi e c’è da augurarsi che il Governo responsabilmente adotti misure adeguate per imprese e per famiglie. Tuttavia, bisogna far comprendere (lo facciano per primi gli economisti) che i danni aumenterebbero in modo esponenziale se l’epidemia durasse a lungo.
Il sistema sanitario rischia di andare in tilt e le conseguenze non sarebbero solo per chi contrae il coronavirus. Come si vede siamo in una fase cruciale. Solo disciplina e rigore possono salvarci. Questa, alla prova dei fatti, è una lotteria. Una lotteria con molti estratti. Chi vince, perde.  #iorestoacasa

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