Innovazione e mare: scelte strategiche

Passata la sbornia elettorale, i toni enfatici per successi e insuccessi, restano sul tappeto i problemi. Quelli di sempre e quelli imposti dai tempi che cambiano a un ritmo vertiginoso. Futurologi e massmediologi sono d’accordo nel considerare il secolo scorso quello della “quantità” e, allo stesso modo, concordano sul fatto che quello in corso sia contraddistinto dalla “velocità”. Ecco, la velocità è dalle nostre parti un problema. Un grosso problema. Lo è per ragioni politiche e (forse anche di più) per ragioni tecnico-amministrative. Le ragioni politiche si articolano da un lato verso la mancanza di visione e dall’altro verso una conflittualità con l’opposizione (qualunque sia il governo) che si regge sul pregiudizio e sul convincimento che il proprio ruolo sia quello di obiettare sempre e comunque. Le ragioni tecnico-amministrative sono quelle (apparentemente) più incomprensibili. La nostra burocrazia ha un incredibile orientamento all’interdizione. Un orientamento spasmodico alla proibi

zione, al divieto, al rinvio, al ritardo. Un esercizio che conferisce potere, ma che dà anche la misura di quanto e quale siano coscienza, senso di responsabilità e amore per la città. Ho sentito ripetere spesso che “gli assessori passano, ma i capi ripartizione restano” e ancora “contano più i capi ripartizione del sindaco e degli assessori messi insieme”. Non è un bel sentire giacché dà una dimensione feudale della nostra vita municipale e costringe a dinamiche e a meccaniche di relazione che tutto sono tranne che ortodosse. I fenomeni sono così diffusi, radicati e stratificati che si stenta a comprendere che la realtà è capovolta. La burocrazia è il sistema nervoso di un’amministrazione. Se gli impulsi si arrestano, abbiamo un declino di tutte le funzioni vitali. Se il “facilitatore” veste i panni dell’interdittore è la fine, anche per l’Amministrazione animata da ogni miglior intento. Il sindaco Decaro e la sua Giunta hanno una prospettiva di 5 anni. C’è chi li considera tanti e chi pochi. Propendiamo più per i secondi, se davvero l’intenzione è quella di non lasciare (per dirla con il linguaggio elettorale del sindaco) le cose a metà. Ci sono due novità di non poco conto in questa nuova avventura di Decaro. Due elementi che rivelano una visione strategica che può rappresentare una vera svolta nell’azione del governo cittadino. Da un lato l’innovazione tecnologica, dall’altro l’assessorato al mare. Se non rimarranno un mero esercizio lessicale si riveleranno strategici per il futuro prossimo della città. L’innovazione tecnologica (e tutto ciò che ne consegue) rivela la consapevolez

za di un ritardo (da noi più volte segnalato con gli articoli del collega Pino Bruno) che paghiamo pesantemente e che, pensate un po’, ha una relazione diretta con potere e capacità di interdizione della burocrazia comunale. Aver affidato questa patata rovente ad un docente del rango e della competenza del prof. Eugenio Di Sciascio è una garanzia per ogni cittadino barese. Lo diciamo subito: non avrà vita facile. Scoprirà quanto subdolo e fagocitante provi ad essere l’apparato. Tuttavia, questa volta, si tratta di una personalità di altissimo profilo, le cui capacità sono state ampiamente e ulteriormente collaudate nella gestione lungimirante del nostro Politecnico. Incrociamo le dita, sperando davvero di essere alla vigilia di una stagione che potrebbe risultare rivoluzionaria. Vedremo. E veniamo all’assessorato al mare. Sulla relazione tra Bari e il mare si è detto e si dice ogni cosa. Qualcosa (a rilento) si sta muovendo, ma anche qui occorrebbe la capacità di imprimere un’accelerazione epocale. Potremmo citare tanti esempi di città europee che nella relazione con il mare hanno costruito la loro fortuna recente (parliamo degli ultimi 30 anni), ma preferiamo confidare nel fatto che proprio la presenza del prof. Di Sciascio possa rappresentare l’occasione di una grande collaborazione tra Amministrazione e uno dei più apprezzati politecnici europei. Bari, alla prova dei fatti, ha bisogno di grandi progetti, nuovi processi, snellimento delle procedure. Anche così si manda al tappeto una burocrazia malata.


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