La “rivoluzione” parta dai banchi: il Sud deve ripartire così

Il Coronavirus, al di là della non chiarezza generale, ha riacceso le antiche fiamme Nord-Sud. Tanti luoghi comuni, tra le consuete antiche verità, una tiritera che comincia a essere stucchevole nei commenti sui giornali e nelle sortite spesso volgari sui social. Direi basta. Difendiamoci dal virus e diamo corpo ad una risalita che deve partire da noi, uniti e propositivi una volta per tutte.

Venerdì scorso, guardando su Rai3 una puntata speciale di “PresaDiretta”, un programma finalmente intelligente, condotto da Riccardo Iacona, ho messo da parte il pessimismo e ho visto lì, in fondo al tunnel, un Sud nuovo che nasce nella scuola, quella che dovrebbe essere la fabbrica vera della società di domani. Il cambio di passo nella didattica è qui, dove non ti aspetti, magari ignorato dalla stampa locale, più propensa a seguire la politica o gli inutili copia-incolla.

“Presa-Diretta” ha raccontato le buone pratiche innovative in due istituti pugliesi. Ho appreso così dell’Istituto superiore “Pietro Sette” di Santeramo in Colle, che tra dibattiti e flipped classroom, la “classe capovolta”’, è tra le scuole d’avanguardia, al pari dell’Istituto “Galilei Costa” di Lecce, dove nelle lezioni di informatica del professore Daniele Manni, gli studenti sono divisi in gruppi di lavoro, e ogni gruppo è una vera e propria start-up con un progetto da sviluppare e un’app da costruire ex novo. Ragazzi impegnati, volitivi, carichi di entusiasmo.

Ecco, è dalla scuola che deve ricominciare il cammino del Sud. Partiamo noi prima del Nord, senza indugi. In generale, siamo all’anno zero. L’ultimo rapporto dell’Ocse Pisa, che valuta i livelli di istruzione degli studenti nel mondo, segnala che gli studenti italiani sono ormai agli ultimi posti per le competenze scientifiche e nella comprensione del testo. Leggono e non capiscono. Solo uno su venti sa distinguere i fatti dalle opinioni. Il nostro sistema scolastico non funziona, non è più un ascensore sociale. Si è fermato di fatto alla Riforma Gentile.

Ora, visto che i Governi sonnecchiano, tra riforme e contro-riforme superficiali, qualcosa si sta muovendo dal basso. “PresaDiretta” ha fatto il punto. E, finalmente, fra le scuole… rivoluzionarie, ci sono anche quelle del Sud, quelle pugliesi. Che si impegnano e fanno sistema. Certo, non basta. Bisogna insistere, estendere la rete virtuosa, copiando, ad esempio, dalla Finlandia, un modello studiato in tutto il mondo che ha scommesso sull’insegnamento.

Ahinoi, l’Italia non è la Finlandia. E poi il Sud ha tanti problemi sul groppone. D’accordo. Ma proviamoci, sulla scia di Santeramo e Lecce. Si può. Anche da soli, senza aiuti.


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