La repubblica delle orecchiette nella Grande Mela

La signora Nunzia, sapiente produttrice artigianale delle orecchiette di Bari Vecchia è, dunque, uno dei brand ambassador del marchio “Bari” negli USA. In queste ore il sindaco e lei stanno volando verso New York dove dal 24 al 26 si svolge il Travel Show, un grande evento organizzato nell’imponente Centro congressi Jacob K. Javits, a Manhattan, a qualche isolato dal Madison Square Garden e a ridosso del Pier 78 (il molo da dove partono le minicrociere per sbarcare a Dumbo, il nuovo accorsatissimo quartiere di Brooklyn). 

Il Travel Show, organizzato dal New York Times, è un grande evento dedicato al turismo con numeri molto significativi: 745 espositori provenienti da 176 Paesi, 35mila visitatori attesi, 280 tra esperti, relatori e comunicatori del settore dei viaggi. 

Insomma, una cosa seria. Un evento con il quale la Puglia ha una certa... confidenza, visto che risulta tra i finanziatori come “Silver sponsor”. Un’azione che le assicura una certa attenzione.

Intendiamoci, non è detto che si tratti di una strategia sbagliata. Bari e la Puglia hanno ottenuto diverse citazioni in questi anni, sfruttando la leva dell’investimento pubblicitario. Il che dal punto di vista della “notorietà” non è un male. È quella che i più tra i nostri politici e chi frequenta le loro corti definiscono “immagine”. 

Un processo che a tanti sembra sufficiente per posizionarsi su un mercato che, al contrario, è sempre più sofisticato, ricco di servizi, di esperienze, di cultura e di opportunità. Come si dice: la buona comunicazione uccide il cattivo prodotto.

Fermarsi all’immagine è un grave errore che genera numerosi inconvenienti. In più non consente di mettere a fuoco una strategia che da sempre insegue e sguazza in una dimensione folcloristica inseguendo una logica che ha come obiettivo solo la “trovata” sensazionalistica. 

È una condizione, la nostra, che non riusciamo a superare. Le nostre percezioni e i nostri contenuti non riescono a varcare la soglia di un campo visivo che inquadra e “zuma” sul cibo e lo elegge a segno distintivo di un luogo, di una popolazione e di una civiltà.

È cosi che siamo riconosciuti (ricordate la “notorietà”?) per polpi, ricci, focaccia, mozzarelle, orecchiette, cozze e via dicendo. Un itinerario che, passo dopo passo, ci porta alla “birra sudata” e alla repubblica del “rutto libero”. E naturalmente non manca neanche un certo compiacimento nella sguaiatezza dei nostri comportamenti al punto di avere come testimonial persino i nostri massimi rappresentanti istituzionali (ve la ricordate l’immagine di Emiliano che divora una cozza?).

Qui non si tratta, come qualcuno prova a far credere, che si voglia demonizzare il cibo. Ma ciò che lascia basiti è che l’offerta turistica della nostra città abbia come segno distintivo riso, patate e cozze.

La città vecchia conta 26 chiese-capolavoro che orbitano intorno a S. Nicola e alla Cattedrale. La Bari antica è un museo a cielo aperto di palazzi, di effigi, di icone stradali, di archi e piazze incantevoli che indicano la stratificazioni di occupazioni e scambi avvenuti in una storia millenaria. San Nicola è tra i santi più internazionali e venerati al mondo. Bari è l’hub che in un’ora di auto si collega a luoghi meravigliosi e fautori di esperienze uniche (Castellana Grotte, Polignano, Ostuni, Alberobello, Cisternino, Giovinazzo, Martina Franca, Grottaglie, la Barletta di De Nittis, Gravina, Massafra, Altamura e decine di altre meraviglie). 

Per non parlare, ovviamente, di Matera e per non parlare di cosa far visitare tra teatri (ci sono autentici capolavori), frantoi, vigneti e industrie vinicole, laboratori di ceramica e persino un Outlet (come fanno proprio nella Grande Mela con lo shopping tour che porta, ma solo per fare un esempio, al Woodbury Commons Outlet Mall con tariffe super convenienti dedicate esclusivamente ai turisti). 

È tutto questo (e molto altro che possediamo) che va messo a sistema. Un network capace di generare business e opportunità di lavoro. Anche se, alla prova dei fatti, ottenere un’effimera visibilità e qualche titolo sui giornali è operazione assai meno complicata. 

E ora? Ora tutti a tavola. Le orecchiette sono servite. Are you ready?

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