Papa Francesco, Diodato e sardine tra alti esempi e rumori utili

L’Italia e il nostro Sud (ovviamente) sono pieni di problemi. Si arranca. Specie il Sud ha una distanza dal Nord che non riesce a ridurre, con conseguente disoccupazione ed esodi. Il Governo centrale è disattento da sempre e non ci dà neppure i treni ad alta velocità. E allora accade che ci si aggrappi alla speranza, a Totem grandi e piccoli, a movimenti come le Sardine.

Il Papa. Francesco ha portato una ventata nuova in una Chiesa che, in gerarchie consolidate, tende a conservare potere e distacco dal popolo credente e non. 

Sarà a Bari domenica per concludere il convegno dei vescovi cattolici del Mediterraneo: pace, migranti e ingiustizie. La parola del Pontefice può illuminare i potenti del mondo, ma anche quelli meno potenti pugliesi, su grandi temi che affliggono la società, a volte avvitata sui propri egoismi, incapace di crescere come coscienza civile e come impegno nella solidarietà. Il sindaco Decaro ha sottolineato la valenza simbolica ed evocativa dell’evento. Giusto. Ma c’è da sperare che il simbolo diventi un seme che produca azioni concrete.

Da Papa Francesco a Diodato, il cantante che ha vinto il Festival di Sanremo. Un accostamento stridente solo a prima vista. Perché Diodato, tarantino, da qualche anno, aiuta la sua Taranto, dilaniata dai problemi dell’ex Ilva, con concerti a costo zero e fa rumore per sensibilizzare l’opinione pubblica su una dramma di lavoro e di salute, a volte seguito con leggerezza dalle Istituzioni. 

«Siamo messi male, se scende in campo un cantate per casi tanto gravi», ha commentato qualcuno. Che siamo messi male, è vero. Ma Diodato fa benissimo: i messaggi di un cantante popolare, nella Repubblica dei vuoti a perdere, sono produttivi. Diodato non è De André, ma ha un’anima meridionale ed ha il grosso merito di non averla persa. 

In una società maledettamente condizionata dalla tv e dai social, ben vengano i Diodato di turno. Molto meglio della De Filippi, della Durso, delle ipocrisie di Benigni, degli spropositi dei politici e degli schiamazzi (di parte) di certi opinionisti.

Per cambiare occorrono esempi alti, ossia quelli di Papa Francesco, e anche quelli bassi, ossia quelli di un cantante che canta la sua rabbia in difesa della sua città. 

Sulle Sardine aspettiamo: le piazze piene non bastano per accreditare un movimento. Anche in Puglia, anche nel Sud, soprattutto nel Sud, è tempo di fare proposte, con cognizione di causa. Abbiamo perso già molto tempo con elencazioni generaliste e con narrazioni vecchie. Troppo vecchie. Per quelle bastano e avanzano i politici avariati che oggi ci passa il convento. Purtroppo.


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