Più plastica da riciclare? Educare con il premio

Domani a Genova saranno installate le prime quattro macchinette automatiche per raccogliere bottiglie di plastica da riciclare. Entro aprile ce ne saranno una dozzina, disseminate in ogni quartiere del capoluogo ligure. Bravi gli amministratori genovesi che, con tutte le emergenze da affrontare, pensano anche all’ambiente. La parola d’ordine è educare i cittadini, premiandoli per il loro impegno nella raccolta differenziata della plastica. Gli ecoraccoglitori funzionano come bancomat che erogano bonus anziché denaro. Ogni bottiglia infilata nella macchina equivale a un punto. Per trenta bottigliette si ottiene un biglietto dell’autobus, se sono quaranta si guadagna un giro sulla ruota panoramica del porto antico, con trecento bottigliette si può entrare gratis nell’acquario (una visita completa costa 44 euro). Ci sono poi gli sconti al museo del mare, per noleggiare uno scooter elettrico o andare a mangiare da Eataly. Insomma, gli incentivi sono allettanti e i genovesi sono pragmatici e parsimoniosi: il progetto Paandaa avrà successo. 

Persino nelle sgangherate stazioni della metropolitana di Roma ci sono le file davanti alle macchinette mangiaplastica dell’iniziativa +Ricicli +Viaggi promossa dall’azienda di trasporto in collaborazione con le app MyCicero, TabNet e TicketAppi. Atac premia i viaggiatori rispettosi dell’ambiente, che così otten-gono un bonus di cinque centesimi per ogni bottiglia, di qualunque formato. Il credito accumulato, senza limite, può essere utilizzato per acquistare biglietti o abbonamenti. Per il momento gli eco-raccoglitori si trovano nelle stazioni di Cipro, Piramide e San Giovanni, ma la sperimentazione sta dando ottimi risultati e presto ci saranno altre macchinette. L’esempio romano sta facendo scuola e, dopo Genova, anche Napoli si sta attrezzando. 

D’altronde i sindaci non hanno più alibi per stare con le mani in mano. La legge per il clima approvata a dicembre scorso tra l’altro prevede incentivi per i Comuni che installano eco-compattatori per la riduzione dei rifiuti in plastica, grazie al fondo sperimentale mangiaplastica. E, comunque, tutti noi dovremmo usare meno plastica, a cominciare dall’acqua. In Italia ogni anno si consumano otto miliardi di bottiglie da un litro e mezzo di acqua minerale, che producono 280mila tonnellate di rifiuti. Insieme all’Arabia Saudita e al Messico siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia. Eppure nel nostro paese l’acqua di rete è tra le migliori al mondo. È un problema serio, c’è un inspiegabile pregiudizio dei cittadini nei confronti dell’acqua del rubinetto e, di contro, una comunicazione insufficiente da parte delle aziende che gestiscono l’erogazione. La trasparenza delle analisi, rese note attraverso il web i social e le app, permetterebbe a tutti noi di “conoscere” l’acqua che beviamo. L’eccesso di plastica si combatte sia con l’informazione costante sulla qualità dell’acqua del rubinetto sia con le macchinette e gli incentivi per chi ricicla correttamente i rifiuti. 

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