Rifiuti e clima è l’ora di cambiare rotta

Dobbiamo ridurre la quantità dei rifiuti che produciamo. Dobbiamo imparare a riutilizzare e a riciclare meglio e di più. Dal 16 al 24 novembre c’è stata la settimana europea per la riduzione dei rifiuti. In tutti i paesi del vecchio continente si sono svolte iniziative per educare i cittadini alla sostenibilità e alla tutela delle risorse del pianeta. Quest’anno è stato scelto lo slogan “Conosci, Cambia, Previeni”. A Ferrara, ad esempio, l’amministrazione comunale ha organizzato con successo visite guidate negli impianti di selezione e recupero dei rifiuti. A Bari – assenti le istituzioni - ci sono state soltanto manifestazioni organizzate da associazioni di volontariato come Avanzi Popolo 2.0.

Eppure i disastri provocati dai cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e frequenti, e sono strettamente correlati alla cattiva gestione dei rifiuti oltre che alla scarsa educazione ambientale. Eppure, come ci ricorda l’ISPRA, con i rifiuti abbiamo “toccato il fondo”: nella regione Adriatico‐Ionica la media degli scarti rinvenuti supera i 300 rifiuti ogni chilometro quadrato, dei quali l’’86 per cento è plastica, in particolare usa e getta. I rifiuti più comuni sono imballaggi industriali e alimentari, buste e bottiglie di plastica. È dunque necessario che l’industria del packaging – cioè del confezionamento dei prodotti che troviamo in negozio – cambi rotta e passi a produzioni eco-compatibili.

Un recente rapporto di Mediobanca stima che ogni italiano produca annualmente circa 540 chili di rifiuti, cioè un chilo e mezzo al giorno. Incrociamo questa informazione con i dati resi noti da Coldiretti Puglia: ogni pugliese butta nella spazzatura nel corso dell’anno fino a 80 chili di prodotti agroalimentari. Ecco perché anche noi singoli cittadini dobbiamo cambiare approccio.

Ad esempio: bevendo l’acqua del rubinetto, non solo si risparmia denaro ma si riduce anche il consumo di bottiglie di plastica. Durante lo shopping si può optare per i prodotti sfusi, privilegiando le ricariche ed evitando le singole dosi. Per gli acquisti si possono usare le borse riutilizzabili invece delle buste di plastica. Prima di comprare prodotti a casaccio, controllare scorte e date di scadenza degli alimenti in dispensa o nel frigo e fare l’elenco di cosa occorre veramente.

Lo shopping compulsivo porta allo spreco di cibo, che poi finisce nella spazzatura. In ufficio o a casa è possibile stampare l’essenziale, utilizzando i due lati del foglio di carta. Per fare spazio negli armadi si possono donare gli abiti alle associazioni di volontariato. A Bari ad esempio ci sono “Charity Chic” in via Lioce 41 e “Seconda Mamma” in Viale Di Vittorio 41, che ridanno vita ai capi di abbigliamento per adulti e bambini. Infine, se si rompe un oggetto, bisogna tentare di farlo riparare prima di buttarlo via. Le rivoluzioni cominciano anche con un piccolo gesto.

 

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