Treno più auto: così l’Austria torna al futuro

C’era un tempo in cui per gli spostamenti a lunga percorrenza si poteva caricare l’auto sul treno, dormire in vagone letto fino alla stazione di destinazione e quindi proseguire il viaggio in macchina. Di notte si riposava e al mattino ci si svegliava a Milano, Torino o Bolzano. Era una buona soluzione per viaggiare con la famiglia. Una dozzina di anni fa l’auto sul treno costava un centinaio di euro da Bari a Bolzano e c’erano sconti fino al quaranta per cento se la famiglia era numerosa e si acquistava anche il biglietto per il ritorno. Poi il servizio fu cancellato e i treni notturni smobilitati. Da un giorno all’altro convogli notturni e wagons-lits diventarono anacronistici come le locomotive a vapore. Era cominciata l’era dei voli a basso costo. 

Dopo tanti anni, il 20 gennaio scorso, un treno notturno ha ripreso a viaggiare in Europa. Le piccole ma ben attrezzate ferrovie austriache ÖBB hanno ripristinato il NightJet, che da Vienna raggiunge venticinque destinazioni europee, comprese Firenze, Roma, Verona, Lago di Garda, Milano, Venezia e Bologna. Durante il viaggio, scrive la compagnia ferroviaria sul sito web, si può sognare, dormire, o rimanere comodamente seduti. È l’ideale per viaggi di lavoro o di vacanza senza lo stress del traffico. Gli austriaci hanno ripristinato anche il servizio di auto e moto da caricare sui treni notturni, con una proposta che suona allettante: gli ingorghi stradali appartengono al passato, perché con l’ÖBB NightJet arrivate sicuri a destinazione. 

Cosa sta accadendo? Una delle possibili risposte è l’aumento del numero di viaggiatori che all’aereo preferiscono il treno, anche per sensibilità ambientali. A parità di percorso, un collegamento ferroviario genera emissioni di CO2 dieci volte inferiori rispetto a quelle aeree. Le compagnie aeree stanno già perdendo clienti sulle rotte brevi e in molti casi i treni ad alta velocità permettono di viaggiare più comodamente e persino più rapidamente, se si considera il tempo necessario per andare in aeroporto, fare i controlli di sicurezza, imbarcarsi, eccetera. 

Tornando ai treni notturni, dall’anno scorso c’è un convoglio con camere doppie e bagno privato – il Caledonian Sleeper - che collega Londra alla Scozia. Anche le ferrovie svizzere, olandesi e svedesi stanno valutando la possibilità di ripristinare il servizio notturno per collegare le capitali. Certo, nessuno si illude che i treni possano soppiantare gli aerei sulle rotte a lungo raggio. Pura utopia. Su quelle continentali, invece, tra una decina di anni potremmo vedere sfrecciare a 1200 chilometri orari gli Hyperloop, i treni a levitazione magnetica basati su un sistema di trasporto a basso impatto ambientale. Il treno superveloce dovrebbe arrivare anche in Italia, sempre che non si metta di traverso un comitato NO Hyperloop.


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