Una nuova vita per Bari? Solo se abbiamo volontà morale

Si pensi, Bari, come un centro di irradiazione per il resto della Puglia. Si pensi come la cabina di regia di un film che deve cambiare. Non c’è più tempo da attendere, la città deve assumersi questa responsabilità larga e destinare parte della propria progettualità a ripensare la regione. Non è un fatto politico, ma culturale ed economico. 

Ora che, lo si voglia o no, il sistema bancario locale è crollato, Bari deve cominciare a riflettere sul suo futuro, dentro un quadro economico più ampio. Non sarà più possibile vivacchiare come se nulla sia accaduto. Le crisi sono il preludio delle scelte e delle scelte coraggiose. 

Bari è la città del potere, dell’emanazione del potere. È il cuore ed il cervello della scelta. Dobbiamo scegliere con quanta dose di generosità il capoluogo può condurre il resto della regione a una ragione comune. Per esempio, se non parte da Bari la battaglia per una vera sostenibilità, da dove farla partire? Da Taranto? Ma da Taranto quando sarebbe trasferibile altrove? Se non parte da Bari lo stimolo a produrre nuovamente cultura, da dove può partire? Se non parte da Bari lo stimolo a produrre impresa e lavoro, grazie alla sua rete infrastrutturale, da dove può partire? Con questo non vogliamo dire che o riparte Bari o non riparte la Puglia. Vogliamo dire che la ripartenza da Bari può avere il vantaggio di diffondersi più facilmente fuori dalla città metropolitana. La città è di fronte a tre opzioni: fregarsene, come ha fatto più e più volte; assumersi la responsabilità di cambiare per far cambiare la Puglia; isolarsi, quindi cambiare da sola senza prestare orecchio all’urlo dirompente del futuro. È chiaro che, data la qualità specifica della scommessa, solo un solido apparato di figure competenti, addestrate al cambiamento, può spostare Bari dal suo egoismo da capoluogo a una forma di generosità utile a tutta la Puglia. Se ne gioverebbe la stessa città, perché una Puglia più ricca e più civile diventa una Puglia che nutre il capoluogo, che lo modifica positivamente, che gli restituisce un ruolo che oggi, obiettivamente, non ha. 

Allora, non si perda altro tempo, non ci si pieghi su un’idea tutta folkloristica del capoluogo, ma si faccia leva su quel che si ha per stimolare processi regionali a partire da Bari. Processi lunghi, molto lunghi nel tempo. Perché non si esce da una situazione di stallo in un paio di anni, ma ci vogliono decenni, visioni, ambiziose scommesse e tanta, tanta buona volontà. Volontà popolare, più che politica. Volontà economica. Volontà morale, che è quella di cui sentiamo più urgentemente bisogno.

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